Nell’ultimo decennio si è registrata una pesante contrazione per quanto riguarda la mole delle imprese artigiane in Italia (-11,3 %). Soltanto nell’ultimo anno, la riduzione è stata di16.300 unità. Ma a cosa è dovuta questa “moria”?

Le cause

Le ragioni di questa contrazione sono da ricercare principalmente nella “caduta dei consumi delle famiglie e la loro lenta ripresa, l’aumento della pressione fiscale e l’esplosione del costo degli affitti – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi del CGIA  Paolo Zabeo – senza contare che l’avvento delle nuove tecnologie e delle produzioni in serie hanno relegato in posizioni di marginalità molte professioni caratterizzate da un’elevata capacità manuale.
Ma oltre al danno economico causato da queste chiusure, c’è anche un aspetto sociale molto preoccupante da segnalare. Quando chiude definitivamente la saracinesca una bottega artigiana, si perdono conoscenze e cultura del lavoro difficilmente recuperabili e la qualità della vita di quel quartiere peggiora notevolmente. Altresì, c’è meno sicurezza, più degrado e il rischio di un concreto impoverimento del tessuto sociale
”.

I settori artigiani più colpiti:

l’autotrasporto (che registra la perdita di 22.847 imprese nell’ultimo decennio), le attività manifatturiere (-58.027) e l’edilizia (-94.330).
Tra le aziende più in difficoltà nel settore produttivo ritroviamo quelle che producono macchinari, computer/elettronica e i produttori di mezzi di trasporto.

In forte aumento

Nonostante la generare decrescita, si registrano dati positivi per: imprese di pulizia, giardinaggio e servizi alle imprese (+43,2 %), attività cinematografiche e produzione software (+24,6 %) e magazzinaggio e corrieri (+12,3 %).

Vecchi mestieri in estinzione

La CGIA riporta, infine, un elenco di vecchi mestieri artigiani che non ritroviamo più nei paesi e nelle città della penisola, o professioni che tendono inesorabilmente a scomparire a causa delle profonde trasformazioni tecnologiche che li hanno investiti.

  • Arrotino (molatore o affilatore di lame)
  • Barbiere (addetto al taglio dei capelli su uomo e alla rasatura della barba)
  • Calzolaio (riparatore di suole, tacchi, borse e cinture)
  • Casaro (addetto alla lavorazione, preparazione e conservazione dei latticini)
  • Canestraio (produttore di canestri, ceste, panieri, etc.) Castrino (figura artigianale tipica del mondo mezzadrile con il compito di castrare gli animali)
  • Ceraio (produttore di torce, lumini e candele con l’uso della cera)
  • Cocciaio (produttore di piatti, ciotole e vasi)
  • Cordaio (fabbricante di corde, funi e spaghi)
  • Corniciaio
  • Fotografo
  • Guantaio (produttore e riparatore di guanti)
  • Legatore (rilegatore di libri)
  • Norcino (addetto alla macellazione del maiale e alla lavorazione delle carni)
  • Materassaio (colui che confeziona o rinnova materassi, trapunte, cuscini, etc.)
  • Mugnaio (macinatore di grano e granaglie)
  • Maniscalco (addetto alla ferratura dei cavalli, degli asini e dei muli)
  • Ombrellaio (riparatore/rattoppatore di ombrelli rotti)
  • Ricamatrice (decoratrice del tessuto con motivi ornamentali)
  • Sarto/a (colui o colei che confeziona abiti maschili o femminili)
  • Selciatore (addetto alla posa in opera di cubetti di porfido)
  • Sellaio (produttore di selle per animali)
  • Scopettaio (produttore di spazzole e scope)
  • Scalpellino (colui che sgrossa e lavora la pietra o il marmo con lo scalpello)
  • Seggiolaio (produttore o riparatore di seggiole impagliate)